LAVORO POSTO FISSO

LAVORO - Giorgio Merletti, Vicepresidente di Confartigianato: No a polemiche sul posto fisso. Sì a riforme per costruire occupazione qualificata


Servizi pubblici locali audizione

Riforma servizi pubblici locali - Confartigianato: Da liberalizzazione più qualità, efficienza, risparmio


Da NetPower una marcia in più per gli autoriparatori indipendenti

Impossibile farne a meno. Ma il loro costo finora è stato proibitivo, almeno per una piccola impresa. Forse uno, magari due, ma il pacchetto completo no. Troppo caro. In alcuni casi non è neppure una questione di denaro a impedirne l’acquisto, è che alcuni servizi o applicativi oggi essenziali per gli autoriparatori indipendenti non sono disponibili sul libero mercato perché di fatto riservati alle officine autorizzate. Come nel caso delle banche dati tecniche. Introvabili. C’è poi un secondo problema. Il fornitore. Dove trovarne uno che metta a disposizione la più ampia gamma possibile di strumenti e servizi, tarati specificatamente sui piccoli autoriparatori, e che lo faccia a prezzi possibili? La risposta di Confartigianato Autoriparazione ha un nome: NetPower. Una risposta senza esitazioni. NetPower, infatti, è la società partecipata dalla Confederazione costituita con lo scopo di supportare gli autoriparatori nel complesso percorso di crescita professionale e qualificazione richiesti dalla continua evoluzione del settore. Da oggi Netpower mette a disposizione delle imprese associate un plafond di servizi unico nel suo genere a prezzi davvero convenienti. L’offerta è modulare: si può scegliere tra le diverse soluzioni quella che maggiormente risponde alle proprie necessità. NetPower offre agli associati banche dati tecniche, di diversi fornitori e di diverso livello, con informazioni dettagliate sull’ultimo modello di autovettura o di veicolo pesante. E ancora, cataloghi elettronici dei pezzi di ricambio indispensabili per individuare le migliori soluzioni tecniche ed economiche; programmi per sviluppare velocemente preventivi attendibili, o gestionali per ottimizzare le attività di officina. Tra i servizi rientra anche il Bollettino Richiami, l’utilissimo strumento che informa gli autoriparatori indipendenti sulle campagne di richiamo degli autoveicoli comunicate ufficialmente dalle case costruttrici. Netpower non lascia mai soli i suoi clienti, commercializza direttamente tutti i servizi e i prodotti e ne garantisce l’assistenza. <b>Per avere un’idea più precisa sulle offerte messe a disposizione da Confartigianato Autoriparazione attraverso la piattaforma tecnica NetPower è sufficiente visitare il sito internet www.netpowersrl.it</b>.


Stretta sugli scarti dell’autoriparazione

Le imprese di autoriparazione che fino a oggi hanno affidato i pezzi sostituti nel corso delle riparazioni a impianti autorizzati allo stoccaggio o alla messa in riserva provvisoria (D15 o R 13) di rifiuti speciali non pericolosi, a partire dallo scorso 26 settembre non possono più farlo. Il giro di vite nella gestione dei rifiuti delle officine che rischia di causare alle imprese oggettivi problemi tecnici, giuridici ed economici, è stato introdotto dal decreto legge 135/2009, noto come «salva infrazioni» attraverso cui l’Italia ha dato attuazione a una serie di obblighi già giunti in scadenza per il ritardo o il non corretto recepimento della normativa comunitaria nell'ordinamento italiano. La nuova normativa - contrastata con decisione da Confartigianato che ha richiesto al Ministero dell’Ambiente di prendere seriamente in considerazione proposte emendative in sede di conversione in legge del decreto - identifica due percorsi che gli autoriparatori devono obbligatoriamente seguire per smaltire i rifiuti prodotti dalle loro attività: possono trasportarli direttamente ai centri di raccolta oppure affidarli ad un trasportatore autorizzato. Nella prima ipotesi, quella del trasporto in prima persona, l’autoriparatore è tenuto a iscriversi all’Albo dei gestori ambientali e a conferire i pezzi da rottamare esclusivamente presso gli autodemolitori autorizzati che effettuano almeno le operazioni relative alla messa in sicurezza ed alla demolizione dei veicoli fuori uso. Minori adempimenti, ma costi maggiori, per gli autoriparatori che decidono di affidarsi a un trasportatore. In questo caso è sufficiente ricorrere a ditte autorizzate e controllare, attraverso il formulario di trasporto, che il materiale venga effettivamente destinato ai centri di raccolta. Nessun cambiamento, invece, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti da destinare ai Consorzi (oli e batterie esauste rispettivamente a Coou e Cobat). Il 7 e l’8 ottobre la Confederazione è intervenuta presso il Cespa del Ministero dell’Ambiente (Consiglio economico e sociale per le politiche ambientali) per segnalare le molte criticità delle nuove norme che non tengono in debito conto di alcuni problemi che di fatto le rendono difficilmente applicabili. E’ stato osservato, tra l’altro, che le modalità di gestione attuali già garantiscono la valorizzazione e il recupero degli scarti, che gli impianti di autodemolizione oltre ad essere distribuiti in modo non uniforme sul territorio sono più vocati alla commercializzazione delle componenti riutilizzabili che al trattamento dei rifiuti, ed infine, che la dizione della legge che limita i nuovi obblighi alla reale fattibilità tecnica delle operazioni, non è sufficiente per mettere al riparo gli autoriparatori da eventuali sanzioni.


Donne Impresa, appuntamento a Roma per la Convention annuale

Due giorni intensi di lavoro e ricchi di appuntamenti per sottolineare le potenzialità economiche delle imprenditrici italiane. Per farlo, le rappresentanti di Donne Impresa, il movimento in rosa di Confartigianato Imprese, si sono date appuntamento per il 28 e 29 ottobre 2009 a Roma, presso il Centro Congressi Capranica. Ancora oggi le imprenditrici italiane sono costrette a fare lo slalom tra le problematiche tipiche di chi vuol fare impresa in Italia, di chi non vede un miglioramento sostanziale nelle pari opportunità e, soprattutto, di chi non ha l’opportunità di conciliare i tempi del lavoro e della famiglia. “La crisi non ha scoraggiato l’imprenditoria femminile - ha esordito Rosa Gentile, Presidente del movimento Donne Impresa - Il 6° Osservatorio sull’imprenditoria femminile artigiana dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese ha confermato che le aziende guidate da donne reagiscono alle difficoltà con coraggio, creatività e flessibilità, dando vita ad attività innovative e sforzandosi di contribuire alla ripresa. Se le imprenditrici sono pronte a rinnovarsi e ad innovare - ha aggiunto - le pari opportunità appaiono spesso ancora lontane e per le donne resta difficile conciliare lavoro e famiglia”. Per approfondire tutte queste tematiche, “oltre che per cercare di offrire spunti di riflessione e proposte concrete alla definizione di un nuovo welfare in Italia”, come ha sottolineato Rosa Gentile, la due giorni di lavoro è stata divisa in due momenti distinti di approfondimento. Il 28 ottobre, infatti, dopo l’intervento di Rosa Gentile, i saluti del Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini, e del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, Enrico Quintavalle presenterà i dati del 6° Osservatorio sull’imprenditoria femminile artigiana in Italia, con le elaborazioni statistiche dell’andamento congiunturale delle imprese artigiane in rosa e delle modalità di conciliazione nella piccola impresa. Successivamente, dopo l’intervento del prof. Renato Mannheimer, direttore dell’ISPO, l’Istituto Studi sull’Opinione Pubblica, salirà sul palco del Centro Congressi Capranica il Presidente del CENSIS, Giuseppe De Rita. Di problemi legati all’imprenditoria femminile, alla conciliazione familiare e al welfare state si parlerà anche con Anne-Claire Jarry, attachée fiscale dell’Ambasciata francese in Italia, e Valerie Pizzi, imprenditrice transalpina. Con loro, infatti, si proveranno a confrontare gli scenari dell’autoimprenditorialità dei due Paesi, cercando di cogliere gli aspetti più costruttivi delle due esperienze. Successivamente Silvano Berna, Presidente di Artigiancassa, presenterà le proposte della “banca degli artigiani” dedicate all’imprenditoria femminile. La prima giornata di lavori si concluderà con la prima delle due tavole rotonde organizzate in occasione della Convention, dal titolo “Reagendo alla crisi. Creatività e sviluppo nelle imprese femminili”, alla quale prenderanno parte i senatori Rossana Boldi, Presidente della Commissione Politiche dell’Unione europea, Patrizia Bugnano, Segretario della Commissione Industria, e Gian Carlo Sangalli, insieme agli onorevoli Pierferdinando Casini e Raffaello Vignali, Vicepresidente della Commissione attività produttive della Camera dei Deputati. L’incontro, moderato dal noto giornalista televisivo Mediaset Claudio Brachino, anticiperà l’intervento dell’Onorevole Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo economico. La mattinata di giovedì 29 ottobre si aprirà con la consegna del premio “Il Sole d’Argento” alla parlamentare europea ed imprenditrice italosvedese Anna Maria Corazza Bildt. Prima della seconda tavola rotonda, inoltre, verrà proiettato il filmato sul progetto “L’albero del melograno” di Prato. All’incontro “Inventare e reinventarsi: nuove forme di conciliazione nella piccola impresa”, moderato dalla giornalista Mariella Zezza, parteciperanno l’onorevole Gabriella Carlucci, la senatrice Annamaria Serafini, la parlamentare europea Anna Maria Corazza Bildt, Francesca Pelaia, dirigente del Dipartimento politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e il prof. Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università del Sacro cuore di Milano.


Banca del Mezzogiorno, Confidi e Artigiancassa per le piccole imprese del Sud

“Siamo favorevoli ad una Banca del Mezzogiorno - ha detto il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, intervenendo ai microfoni di Radio Anch’io, la trasmissione di approfondimento giornalistico di Rai Radio1 - e per sostenerne lo sviluppo candidiamo la nostra rete di Consorzi Fidi e Artigiancassa. Consorzi di garanzia fidi che, attualmente, rappresentano spesso l’unica alternativa all’usura”. Piace a Confartigianato Imprese, dunque, l’ultimo dei provvedimenti economico-finanziari assunti dal Governo per sostenere l’attività delle micro e piccole imprese italiane. Piace perché rappresenta un passo decisivo verso lo sviluppo di un’efficace rete creditizia nel Sud del Paese e perché, stando alle parole del Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, “la dimensione territoriale della Banca è il territorio del Sud e quella imprenditoriale è la piccola e media impresa. Per il Sud - ha aggiunto il titolare di Via XX Settembre - è fondamentale che sul territorio ci siano assistenza e finanziamento all’impresa nella logica del piccolo e medio credito. La nostra logica, la nostra visione è quella dell’albergo che vuole ampliarsi, del Comune che vuole fare un centro congressi, dell’esercente di uno stabilimento balneare che vuole aprire una pizzeria”, ha concluso. L’obiettivo dell’Esecutivo sembra essere chiaro, dunque. La Banca del Mezzogiorno, che ora passerà all’esame del Parlamento, “con una discussione intensa ma veloce”, punta a sostenere le iniziative imprenditoriali più efficaci, a veicolare gli investimenti verso progetti economici in grado di creare occupazione e di risolvere i problemi strutturali che bloccano lo sviluppo economico e creditizio del Mezzogiorno. Il modello di riferimento è, una volta di più, quello dell’artigianato. “E’ un po’ come è stato in Francia per il Credit Agricole - ha ripreso Tremonti - che nasce dal territorio ma poi confluisce in una struttura unica. La nuova banca servirà a finanziare le piccole e medie imprese. E’ un modello disegnato dallo Stato ma realizzato dai privati, in cui lo Stato avrà esclusivamente il ruolo di socio promotore, facilitatore di processi e dell’iniziativa privata”. “Il ruolo dello Stato decreterà la bontà di questo progetto - ha ripreso Cesare Fumagalli - Lo Stato, ed in particolare il Ministro Tremonti, è stato fondamentale per promuovere la Banca del Mezzogiorno, ma non deve limitarsi ad immettere risorse. Serve un nuovo modo di fare banca ed un più efficace rapporto con le iniziative imprenditoriali. Attualmente - ha continuato il Segretario generale di Confartigianato Imprese - al Sud ci sono 7mila sportelli bancari attivi contro i 25mila del Centro - Nord. Questo significa che nel Settentrione esiste uno sportello ogni 1400 abitanti. Al Sud, invece, uno ogni 2900 abitanti”. Ma questa è soltanto la prima delle tre principali motivazioni per cui Confartigianato vede di buon occhio la creazione di un istituto bancario dedicato esclusivamente alla micro e piccola impresa del Sud Italia. “Il primo è un motivo quantitativo, mentre gli altri due sono di carattere più prettamente qualitativo. E’ indubbio - ha aggiunto Fumagalli - che al Sud ci sia una maggiore rischiosità del credito, che, inoltre, ha un costo più alto al Sud rispetto al Nord di quasi un punto e mezzo percentuale”. Problemi strutturali dell’unica regione europea, il Mezzogiorno, “che non ha una propria banca regionale”, come ha ricordato Tremonti nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto, e che “ha la necessità di offrire alla micro e piccola imprenditoria locale una gamma di strumenti di credito accessibili ma rigorosi nell’analisi del merito di credito”.