DL RONCHI - Riforma servizi pubblici locali

DL RONCHI - Riforma servizi pubblici locali. Il Presidente Guerrini: Bene apertura al mercato, ma servono correttivi per garantire reale concorrenza


A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese

A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini - rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.


PMI: Via libera alle 22 Zone Franche Urbane

Sarà compito delle micro e piccole imprese rammendare il tessuto economico e sociale di alcuni tra i quartieri ed aree urbane più “difficili” del Paese. In cambio della creazione di nuovi posti di lavoro, le imprese beneficeranno di esenzioni fiscali e previdenziali per vari anni. Con questi presupposti, e con l’obiettivo finale di triplicare il numero delle imprese e quadruplicare gli occupati nelle zone interessate dalla misura, il Governo ha dato via libera il 28 ottobre alla costituzione delle 22 Zone Franche Urbane previste dalla Finanziaria 2007. Il disco verde all’aiuto di Stato è scattato a seguito del parere favorevole della Commissione Ue che ha rilevato che le misure in esame sono “necessarie e proporzionate” per il raggiungimento dell’obiettivo della rivitalizzazione urbana senza provocare una distorsione delle regole della concorrenza. Un giudizio, quest’ultimo, che la Commissione ha motivato spiegando che gli effetti sugli scambi saranno particolarmente limitati poiché le misure mirano essenzialmente a lottare contro l’esclusione sociale in quartieri particolarmente difficili; il regime è rivolto esclusivamente a piccole e micro imprese; la copertura geografica delle misure è limitata (0,58% della popolazione). Il sì di Bruxelles (“tutt’altro che scontato – ha sottolineato il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola - merito del rigore e della trasparenza adottati dal Governo”) ha permesso lo sblocco dei fondi necessari all’avvio del progetto, 100 milioni di euro per i primi due anni. Una dotazione finanziaria che la “Legge Sviluppo” (legge n. 99/2009) ha ulteriormente incrementato di ulteriori 50 milioni annuali, finalizzati al potenziamento delle ZFU e all’individuazione di nuovi territori. “Con la consegna al Paese delle zone Franche Urbane si irrobustisce ulteriormente l’impalcatura del Piano straordinario del Sud, voluto dal Governo Berlusconi”, ha spiegato il Ministro Scajola, cui è affidato il coordinamento del Piano. “Per la prima volta in Italia – ha proseguito – prevediamo per i quartieri più piccoli e disagiati d’Italia un sostanzioso pacchetto di agevolazioni per incentivare la nascita di nuove imprese fino a 50 addetti, per aumentare l’occupazione e rivitalizzare aree degradate”. Come sottolineato dal Ministro dello Sviluppo Economico Scajola, la maggior parte delle 22 Zone Franche Urbane, selezionate tra le 64 proposte sulla base di una serie di indicatori di disagio socio-economici rilevati dall’Istat, ricadono nel Mezzogiorno. Per l’esattezza sono 15 le nuove ZFU a sud della Campania e 8 a nord del Lazio. Il limite settentrionale delle ZFU è rappresentato da Ventimiglia in Liguria. La popolazione interessata dalla misura è complessivamente pari a 310.000 abitanti. L’elenco delle ZFU è il seguente: Catania, Gela, Erice in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria; Matera in Basilica; Taranto, Lecce, Andria in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania; Campobasso in Molise; Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna; Velletri e Sora in Lazio; Pescara in Abruzzo; Massa e Carrara in Toscana e Ventimiglia in Liguria. Nel dettaglio, gli imprenditori che avvieranno un’attività economica in una zona franca potranno beneficiare, a partire dal 1° gennaio 2010, dell’esenzione dalle imposte sui redditi, dall’imposta comunale sugli immobili, e dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente per un periodo di durata complessiva di 14 annualità. L’accesso ai benefici avverrà secondo una procedura ancora in via di perfezionamento da parte del Ministero dell’Economia e delle finanze. Il Ministero dello Sviluppo economico ha già fatto sapere che alle imprese “sarà comunque assicurato un arco di tempo sufficiente per consentire anche a quelle di minori dimensioni e meno informatizzate di presentare la propria domanda di accesso alle agevolazioni per via telematica”. Tutte le imprese ammesse, sottolinea il ministero guidato da Scajola, “avranno la certezza assoluta della copertura finanziaria integrale dei benefici”, sino a un massimo di 14 anni. Secondo le simulazioni effettuate, le imprese nuove ed esistenti che beneficeranno delle agevolazioni saranno, in questa prima tornata, tra 500 e 1000, numero che potrà variare a seconda dell’intensità della domanda e della dimensione delle unità imprenditoriali.


No al “Click day”, i rimborsi Irap si chiedono regione per regione

Nessuna corsa contro il tempo, la richiesta per i rimborsi IRAP non si trasformerà in una sfida a colpi di mouse. Il Click Day per i rimborsi del 10% dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, già sospeso dall’Agenzia delle Entrate, è stato definitivamente accantonato. Le Entrate, infatti, hanno accolto e condiviso le problematiche che erano state sollevate sui criteri di scelta dei rimborsi. I nuovi criteri per l’accesso ai fondi, un miliardo di euro totali, 600 milioni per il 2010 e 400 milioni per il 2011, prevedono 16 differenti date di attivazione regolate su base regionale, finestre che rimarranno aperte per 30 giorni. Il nuovo sistema, inaugurato il 17 novembre dagli imprenditori di Molise, Basilicata e Calabria, si chiuderà l’11 dicembre 2009, con le società della Lombardia. “L’intento - si legge in una nota diffusa dall’Agenzia delle Entrate - è quello di evitare una concentrazione delle trasmissioni telematiche nelle prime ore di avvio della procedura, con potenziali difficoltà tecniche di gestione”. Una motivazione che fa il paio con le richieste espresse da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali del Paese. La recente corsa telematica per ottenere il bonus ricerca e sviluppo, ad esempio, riuscì a bruciare 1,62 miliardi di euro in appena 37 secondi. Per il nuovo calendario dei rimborsi Irap, dunque, l’ordine cronologico di inoltro delle domande si limiterà a rappresentare una discriminante secondaria. “In prima battuta saranno soddisfatte le richieste di rimborso liquidate che si riferiscono ai periodi di imposta più remoti e, nell’anno dello stesso anno d’imposta, sarà data priorità alle istanze di rimborso secondo l’ordine di presentazione”, hanno spiegato dall’Agenzia delle Entrate. In un primo momento, infatti, l’Agenzia delle Entrate aveva scelto l’ordine cronologico come discriminante per l’assegnazione dei rimborsi IRAP per gli anni che vanno dal 2004 al 2007. Una scelta aspramente criticata da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali del Paese. L’obiettivo della micro e piccola impresa, infatti, era “il superamento del criterio collegato al mero ordine cronologico”. Nel 2011, se non fossero disponibili i fondi per soddisfare tutte le richieste, i rimborsi verranno divisi in maniera proporzionale tra tutti i contribuenti.


Bonus gas, definite le modalità per le richieste

L’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha sciolto le riserve sulle modalità per la richiesta del Bonus gas per le famiglie meno abbienti. Le condizioni necessarie per richiedere il beneficio sono le stesse del Bonus elettrico. Un ISEE non superiore ai 7mila euro, che arriva a 20mila se il nucleo familiare è composto da quattro figli a carico. L’entità della riduzione sulla bolletta del gas varia secondo parametri stabiliti dall’Autorità “in base alla zona climatica, considerate le diverse esigenze di riscaldamento legate alle condizioni climatiche, per tipologia di utilizzo, se si usa il gas per la cucina, il riscaldamento o per entrambi gli utilizzi, e per numero delle persone residenti”, fanno sapere dal CAAF Confartigianato. Tre, in particolare, sono i modelli per richiedere il bonus che rispecchiano le tre tipologie di utenze che si utilizzano per la fornitura del gas. La prima tipologia è quella delle forniture individuali, i clienti domestici, cioè, che utilizzano una fornitura autonoma e che riceveranno la riduzione direttamente in bolletta. La seconda,invece, riguarda gli utenti che utilizzano una fornitura individuale ed una centralizzata. La terza, infine, per chi usa esclusivamente una fornitura centralizzata. Una volta di più, saranno proprio i Centri di assistenza fiscale di Confartigianato a ricoprire un ruolo fondamentale nella richiesta dei bonus, dall’assistenza per la definizione dell’ISEE al supporto per la corretta compilazione dei moduli di richiesta. L’Agenzia delle Entrate ha definito anche la tempistica per l’invio delle richieste. Comuni e Caaf potranno acquisire i moduli di richiesta dal 15 dicembre 2009, mentre chi consegnerà la propria richiesta entro il 30 aprile 2010 potrà estendere il beneficio a tutto il 2009.


BANCA DEL MEZZOGIORNO Guerrini (Confartigianato): “Pronti ad aderire per migliorare condizioni di sviluppo”

“Siamo stati tra i primi sostenitori della Banca del Mezzogiorno e oggi confermiamo la disponibilità a partecipare al progetto perché nasce dal basso ed aggrega le energie del territorio. Registriamo positivamente l’ampia partecipazione delle forze Leggere di più